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Stretta alla Cultura in Ungheria. Forti critiche da AGIS e FEDERVIVO

“Il controllo governativo nei confronti di ogni forma di libera espressione, tanto più in ambito culturale, è un atto politico ripugnante che riporta alla mente i peggiori regimi totalitari del secolo scorso”. Così Carlo Fontana e Filippo Fonsatti - rispettivamente presidenti di AGIS – Associazione Generale Italiana dello Spettacolo e FEDERVIVO, che in seno alla prima rappresenta in modo unitario il sistema dello spettacolo dal vivo - commentano l’approvazione da parte del parlamento ungherese di una controversa legge che aumenta il controllo del governo sui teatri, e che pone le basi per una guida strategica,  da parte di esso, sui settori culturali, sia nella gestione che nel finanziamento.

“Questa norma – spiegano –, oltre che rappresentare una gravissima forma di ingerenza politica nei confronti del settore della cultura, deve suonare come un campanello d’allarme per tutta l’Europa”. “AGIS e FEDERVIVO – concludono – esprimono la massima solidarietà agli artisti e agli operatori culturali nonché a tutti i deputati del parlamento ungherese che hanno protestato, con il loro voto contrario, nei confronti di una legge che rischia di ledere i principi fondamentali della libertà”.   

                

 

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