Una battaglia dopo l’altra di Paul Thomas Anderson esce vincitore dalla 98^ edizione dei Premi Oscar: partito con 13 candidature, porta a casa sei statuette: film, regia, Sean Penn attore non protagonista (alla terza statuetta), adattamento, montaggio, casting.
Sempre in casa Warner Bros., Sinners trasforma in premi un quarto delle candidature ricevute: Michael B. Jordan miglior attore, sceneggiatura, fotografia (Autumn Durald Arkapaw è la prima donna nella storia del premio), colonna sonora.
Senza sorprese l’Oscar alla migliore attrice, l’irlandese Jessie Buckley, unico premio ricevuto da Hamnet. L’11° premio per la Warner è quello alla non protagonista Amy Madigan per Weapons, a 40 anni dalla prima candidatura per Due volte nella vita.
Sentimental value miglior film internazionale, due statuette al coreano K-Pop Demon hunters (animazione e canzone). Mr. Nobody against Putin miglior documentario; a Frankenstein 3 premi per scenografia, costumi, trucco; a F1 il premio per il sonoro; Avatar: Fuoco e cenere effetti visivi; tra i cortometraggi, ex-aequo (è il settimo in 98 edizioni) per The singers e Two people exchanging saliva, coprodotto da Valentina Merli; corto animato The girl who cried pearls; corto documentario All the empty rooms - altro titolo Netflix, che in tutto porta a casa 7 statuette; nel discorso di apertura, il presentatore Conan O’ Brian ha scherzato sul fatto che Ted Sarandos fosse per la prima volta in un cinema, sorpreso per “tutta questa gente che si riunisce, invece di restare a casa da sola!”
(Fonte: Cinenotes)
