“Lo stato dell’esercizio cinematografico vede una forte stabilità di cui siamo soddisfatti, nonostante la scarsità di prodotto internazionale e la concorrenza dello streaming, grazie anche al ruolo determinante del sostegno pubblico”. Così il Presidente ANEC Mario Lorini, audito martedì 13 dalla Commissione Cultura della Camera nell’ambito dell’esame delle proposte di legge a firma di Schlein, Mollicone e Amato.
L’ANEC ha espresso valutazione positiva sulla proposta a prima firma dell’On. Mollicone, in particolare l’introduzione di contributi diretti a favore delle sale in sostituzione del credito d’imposta, “volti a sostenere le attività di ammodernamento e di sviluppo delle sale, nonché al ripristino di quelle inattive”, ha sottolineato Lorini. “Sarebbe auspicabile avere chiarezza sui tempi e sulle modalità operative già in fase di definizione della Legge delega”. Valutazione positiva anche per l’istituzione del Forum del cinema e dell’audiovisivo, il rafforzamento degli uffici della DG Cinema e Audiovisivo, l’accesso al credito agevolato anche mediante convenzioni con il sistema bancario, compreso l’Istituto per il Credito Sportivo e Culturale, e l’ipotesi di istituire una banca dati unica audiovisiva degli artisti interpreti o esecutori.
L'ANEC ha evidenziato l’assenza di riferimenti alla dimensione aziendale e a meccanismi premiali in grado di valorizzare le PMI del settore, nonché la mancanza di una definizione delle diverse tipologie di sale, come quelle d’essai e della comunità.
Quanto all’ipotesi di una nuova Agenzia, oggetto dei PDL Schlein e Amato, pur comprendendo le ragioni, l'Associazione ha sollevato alcune perplessità riguardo a un passaggio così strutturale mentre il Ministero sta gestendo i ritardi nelle assegnazioni dei sostegni: “Appare prioritario concentrare l’attenzione sul pieno funzionamento degli strumenti esistenti e sul rafforzamento delle misure a sostegno dell’esercizio. I ritardi accumulati in merito alle modalità di assegnazione del tax credit relativo agli investimenti e al funzionamento per l’anno 2024 rallentano le attività di programmazione degli esercenti e non consentono il corretto sviluppo delle attività di filiera”.
Lorini ha infine ribadito la centralità delle finestre di programmazione: “fondamentale la window esclusiva di 105 giorni per i film nazionali. Il cinema italiano esprime una quota di mercato significativa, quasi il 33%: un risultato attribuibile anche al periodo di esclusiva in sala prima dell’arrivo sulle piattaforme”.
(Fonte: Cinenotes)
